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I contenuti obbligatori della relazione tecnica asseverata

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I contenuti obbligatori della relazione tecnica asseverata

La relazione tecnica asseverata ha molti punti in comune con una perizia, ma non va confusa con quest’ultima, per le sue caratteristiche peculiari e per i suoi contenuti obbligatori. Vediamo di seguito che cosa deve contenere obbligatoriamente la relazione tecnica asseverata.

Che cos’è e perché è diversa da una perizia

La relazione tecnica asseverata per tanti aspetti è una perizia, ma è caratterizzata dal fatto che il tecnico abilitato che la rilascia deve dichiarare, sotto la sua propria responsabilità, che tutto ciò che ha riportato sul documento sia corrispondente al vero. Il valore di questa dichiarazione è tale che, se poi risultasse che quanto dichiarato non corrisponde al vero, il tecnico risponderebbe anche in via penale del proprio comportamento.

Contenuti obbligatori della relazione

Poiché la relazione tecnica asseverata deve essere redatta in base agli standard stabiliti comune per comune, normalmente viene compilata su una modulistica appositamente predisposta dai comuni stessi ed è lo stesso tecnico abilitato che si preoccupa di munirsi della necessaria modulistica e di seguire tutto l’iter previsto. Poiché le relazioni tecniche asseverate possono essere compilate per differenti necessità, va da sé che anche il loro contenuto può essere sensibilmente diverso da caso a caso.

Possiamo tuttavia essere certi che la relazione conterrà sempre:

  • i dati del tecnico/perito che la predispone, incluso il numero di iscrizione al proprio albo professionale
  • la dichiarazione di responsabilità del tecnico/perito, con la quale lo stesso prende atto di divenire così persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del Codice Penale, e dichiara di essere consapevole del fatto che le dichiarazioni false, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi comportano l’applicazione delle sanzioni penali previste dagli art. 75 e 76 del d.P.R. n.445/2000 e di quelle di cui all’art. 19, comma 6, della legge n. 241/1990.

Vediamo poi quali altri elementi contiene la relazione tecnica asseverata in uno sei suoi casi più frequenti, quello di presentazione della S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività):

  • la tipologia di intervento al quale la S.C.I.A. stessa fa riferimento (manutenzione, restauro e risanamento, ristrutturazione, variante in corso d’opera, sanatoria di intervento già realizzato in precedenza)
  • i dati geometrici dell’immobile (includendo superficie, volumetria e numero dei piani dell’immobile oggetto della dichiarazione stessa)
  • la strumentazione urbanistica alla quale fa riferimento la zona in cui è sito l’immobile (PRG, piano particolareggiato, piano di recupero, P.I.P., P.E.E.P. oppure altro)
  • il rispetto della normativa sulle barriere archi15ttoniche (o le motivazione per cui l’immobile non è soggetto al rispetto di queste stesse norme)
  • la sicurezza degli impianti già presenti (e di conseguenza la necessità di eventuali adeguamenti per adempiere a quanto previsto da normativa)
  • i consumi energetici dell’unità immobiliare e come l’intervento previsto modifica il suo livello di efficienza energetica
  • eventuali dichiarazioni di adempimento rispetto a quanto previsto per la tutela paesaggistica, archeologica, storica/culturale, idrogeologica, ecologica, o altro, in base alle particolari necessità di tutela previste per l’edificio o la zona in questione.